AUMENTO RISCHIO CARDIO-VASCOLARE

A livello vascolare esiste un delicato equilibrio tra produzione di tromboxano da parte delle piastrine e produzione della prostaciclina da parte dell’endotelio. Il tromboxano è pro-aggregante e vasocostrittorio, la prostaciclina è antiaggregante e vasodilatatoria. Tale equilibrio è perturbato nel soggetto con aterosclerosi perché le piastrine producono maggior quantità di tromboxano che comunque viene compensata da una maggiore produzione di prostaciclina da parte delle cellule endioteliali che rivestono la placca. L’uso di ASA a basso dosaggio, inibendo in maniera irreversibile la COX-1 piastrinica con trascurabili effetti a livello endoteliale, ridurrebbe la produzione di tromboxano, mettendo il soggetto in una condizione di equilibrio più stabile. Viceversa, l’inibizione della prostaciclina endoteliale farebbe precipitare la situazione, innescando un evento trombo-embolico. La prostaciclina è prodotta dalle COX-1 e COX-2 endoteliali. Entrambe hanno probabilmente un ruolo importante, ma quello che conosciamo maggiormente è il ruolo della COX-2, perché la sua inibizione prolungata da parte dei COXIB, quindi sostanzialmente risparmiando la COX-1, è alla base dei primi dati sull’aumentato rischio cardio-vascolare da FANS.

È opportuno sottolineare che è in generale l’inibizione della COX-2 a costituire il problema e poiché tutti i FANS inibiscono la COX-2, tutti FANS possono potenzialmente aumentare il rischio cardiovascolare. Tuttavia lo studio SOS (Masclee GMC, Straatman H, Arfè A, Castellsague J, Garbe E, Herings R, et al. (2018) – Risk of acute myocardial infarction during use of individual NSAIDs: A nested case-control study from the SOS project. PLoS ONE 13(11): e0204746) che ha analizzato il rischio cardiovascolare ischemico in 8,5 milioni di nuovi utilizzatori di FANS, ha dimostrato differenze tra 28 molecole con il rischio più elevato per il ketorolac e, a scendere, per indometacina, etoricoxib, rofecoxib, diclofenac, piroxicam, ibuprofene, naproxene, celecoxib, meloxicam, nimesulide e infine ketoprofene, che presenta un rischio trascurabile.